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Lo spreco alimentare fotografato dalla Giornata di prevenzione dello Spreco Alimentare

Torino, 6.2.2026

La 13 giornata per la prevenzione dello spreco alimentare

L'abbiamo appena celebrata, con numeri che sono solo parzialmente una festa: la tredicesima Giornata nazionale di prevenzione contro lo Spreco Alimentare del 5 febbraio 2026 ci racconta di un'Italia che sì, riduce del 10% i suoi sprechi rispetto a gennaio dell'anno precedente, ma che comunque continua a sprecare. Tanto: nell'ultima settimana abbiamo buttato in media 554 grammi di cibo pro capite. Speriamo almeno nell'organico. Ci dice anche che a livello domestico si spreca di più al centro (+3%) e al sud (+7%) che al nord (-15%), di più nelle famiglie senza figli dei comuni medi, e per la prima volta da tempo di più tra il ceto medio (+5%) che tra il ceto medio basso (-7%). E non per questioni valoriali ma per routine domestiche più efficaci, col ceto medio schiacciato da lavoro, poco tempo e famiglia. Ce lo raccontano i numeri del Rapporto 2026 dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher, reso pubblico ieri in occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, promossa dalla campagna Spreco Zero con il Ministero dell'Ambiente per sensibilizzare sul recupero del cibo e ridurre l'impatto ambientale e sociale, in linea con l'Agenda ONU 2030. Buttiamo e non ce ne rendiamo conto, visto che il 57% degli italiani si definisce “attentissimo a non sprecare nulla” e l’85% dichiara di buttare avanzi meno di una volta a settimana. E cosa sprechiamo di più, inconsapevolmente? Soprattutto frutta fresca (22,2 g), verdure (20,6 g), pane fresco (19,6 g), insalata (18,8 g), cipolle, aglio e tuberi (17,2 g). Tutto quello che, insomma, dovremmo mangiare in abbondanza per stare in salute.


In una settimana arriviamo a sprecare un totale di 554 grammi, che con le dovute moltiplicazioni fanno quasi 29 chilogrammi l’anno per persona. Cioè, considerando più o meno che ogni pasto pesa 500 grammi, cestiniamo più di 50 pasti all'anno. Il fatto che quantità sostanziali di alimenti siano prodotti ma non mangiati dagli esseri umani ha impatti negativi sostanziali: ambientali, sociali ed economici. L'8-10% delle emissioni globali di gas serra sono associate al cibo che non viene consumato. CONSIGLI PER RIDURRE LO SPRECO ALIMENTARE E allora, se vi state chiedendo come ridurre tutto questo spreco, che le nonne consideravano peccato (almeno la mia), ecco una serie di strategie semplici che possiamo già inaugurare oggi:

✔️ pianificare la spesa, evitando acquisti in eccesso

✔️ conservare correttamente, facendo attenzione a temperatura e umidità

✔️ distinzione tra “da consumare entro” e “preferibilmente entro” (* trovate un piccolo approfondimento sotto)

✔️ valorizzare gli avanzi attraverso ricette e riutilizzo

✔️ monitorare le porzioni, per ridurre il cibo non consumato


A cui aggiungiamo le nostre raccomandazioni:

✔️ mangiare prima il cibo deperibile

✔️ congelare i cibi che non si possono mangiare a breve

✔️ controllare se il cibo appena scaduto è ancora buono (a volte lo è. Il latte fresco per esempio può essere consumato anche 1-2 giorni dopo la data di scadenza, lo yogurt anche 1-2 settimane dopo se non ci sono alterazioni)

✔️ comprare frutta e verdura di stagione. Capire se abbiamo un 'punto debole' e intervenire su quello

✔️ chiedere la doggy bag al ristorante: in Italia è ormai un diritto (e sta diventando un obbligo per i ristoratori fornirla). Non aver timore di chiedere di portare a casa gli avanzi: nel 2026 è considerato un gesto di grande consapevolezza, non di "spilorceria".


L'approfondimento promesso: *La distinzione principale tra “da consumare entro” e “preferibilmente entro” riguarda gli aspetti della sicurezza e della qualità. “Da consumare entro” è una data di scadenza tassativa per la sicurezza alimentare (cibi deperibili, come il pesce e la carne). “Preferibilmente entro” (Tempo Minimo di Conservazione) indica la data minima di conservazione: il prodotto è sicuro oltre tale data, ma potrebbe perdere alcune caratteristiche organolettiche (cibo secco). Usare i sensi e il buon senso aiuta a non sprecare cibo perfettamente edibile.


Per maggiori info:

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