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  • Alessandra Mazzotta

Verdessenza, la shopper solidale e gli altri prodotti dell'economia carceraria

Aggiornato il: 12 feb 2019


Cosa vi porta sotto l'albero Verdessenza ecobottega per questo Natale? Tra i prodotti solidali che abbiamo selezionato per voi ci sono alcune delle eccellenze provenienti dall'economia carceraria, realizzate da detenuti e persone in semi-libertà. Perché li abbiamo scelti? Perché sono innanzitutto buoni e di alta qualità e perché sanno di riscatto sociale, di impegno e di orgoglio. Cosa trovate da Verdessenza? I Biscotti Liberi, i panettoni tradizionali e quelli ai tre cioccolati di Guido Castagna, prodotti dalla casa circondariale "Lorusso e Cutugno" di Torino, il carcere delle Vallette. Fatti con lievito madre e ingredienti naturali, sono talmente buoni che andranno a ruba, per cui il consiglio è di correre a prenotarli dato che le tirature sono limitate.

E poi? Le birre artigianali prodotte da alcuni detenuti del carcere di Rebibbia. La birra si chiama “Vale la pena”, rientra in un progetto cofinanziato dal Ministero dell’Università e Ricerca e dal Ministero della Giustizia ed è realizzato da Semi di Libertà Onlus, che prevede la formazione e l’inclusione professionale nella filiera della birra di detenuti provenienti dal carcere romano di Rebibbia ammessi al lavoro esterno. L’obiettivo? Contrastarne le recidive, al 70% tra chi non gode di misure alternative, ed al 2% tra coloro che vengono inseriti in progetti produttivi come questo. Da Verdessenza sono arrivate la Regina Birræ (Pils, una bassa fermentazione dorata, con sentori di crosta di pane e una delicata luppolatura. Alc.5%), l'Amarafemmena (American IPA resinosa e leggermente ambrata, con finale amaro persistente ma non invasivo. Alc. 6.5%) e ‘a Gatta Buia (Schwarzbier, scura, la bassa fermentazione le dona grande facilità di beva, profumi di tostato e liquirizia, Alc. 4.5%).

Accanto a questi, e magari in abbinamento, ci sono i colorati manufatti delle detenute del progetto Made in carcere: sacche per pane (e panettoni) e presine da cucina create e cucite dalle donne delle carceri di Lecce e Trani con materiali di recupero. E infine, per contenere e trasportare il tutto, ecco pronto il must della stagione: le shopper griffate Verdessenza ecobottega, stampate dalla cooperativa Extraliberi nel carcere di Torino, con un'altra bella esperienza di riqualificazione professionale e esistenziale.

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